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Chiese
Armene in Calabria
Carissimi
Fratelli Armeni, pace di Gesù il Cristo sopra noi tutti.
Mi chiamo Sebastiano Stranges, sono Ispettore Onorario per il
Ministero Dei Beni Culturali, mi occupo di archerologia. Nel
1992 ho pubblicato di alcune chiese rupestri con croce e pavone
incisi, e dei toponimi come Rocca Armena e Discesa dell'Armeno.
In provincia di Reggio Calabria, se vi interessa approfondire
per le vostre ricerche, resistono cognomi come Armeno ed Armeni.
La
croce Giustinianea |
Il prof.Orlando Sculli nella sua ricerca
sugli antichi palmenti presenti nel territorio di Ferruzzano
ha scoperto che sulla roccia di due palmenti è
impressa la croce cosiddetta giustinianea.
Il
disegno è costituito dalla croce potenziata poggiante
su una sfera o un cerchio tipica del VI sec. d.c. che
firma la destinazione a coltura vinicola del territorio
durante l'impero di Giustiniano.
Ci
permettiamo di pensare che ad attendere a questa attività
agricola possano essere stati coloni provenienti dall'Armenia,
già da allora specialisti nella coltivazione della
vite, e che la croce giustinianea possa invece essere
un simbolo più specificatamente armeno in quanto,
sia il cerchio che il triangolo equilatero, sono segni
specifici della spiritualità armena.
Tutto
ciò può far pensare ad un nucleo armeno
già presente nel territorio che, nel VII sec. sotto
l'impero di Eraclio, accresciuto da altri emigrati, forse
provenienti dal Medio Oriente a causa dellíarrivo
degli arabi in quelle zone, ha dato origine ad un insediamento
stabile.
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Rocca
armena a Bruzzano |
Approfondendo
l'indagine troviamo, sempre con più facilità,
nella vallata di Bruzzano, tracce ed espressioni di cultura
spirituale e materiale armena. Primo fra tutti lo sperone
di arenaria al centro della valle, da sempre chiamato
Armenia o, in gergo dialettale, Armegna.
Su
una parete inclinata dello sperone, ci ricorda il prof.
Piero Celona, era impressa un'incisione rupestre, oggi
scomparsa, dove si leggeva in greco antico: Ricca Armenia,
dalla parte di levante, ricca di gran tesori. |
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La
grotta neolitica (Rocca Armena) |
Alla
base di questo sperone esiste una grotta scavata nell'arenaria
che porta impressi i segni degli stipiti ai lati dellíingresso,
ricavato a nord-est su una delle due pareti in verticale.
Sempre all'esterno della grotta è possibile vedere
i resti di gocciolatoi, un riquadro - forse destinato
a contenere una icona - sedili e buche dove erano appoggiati
dei pali.
L'interno
invece è disadorno e affumicato (forse per l'uso
prolungato delle candele) con la volta a botte ed il pavimento
ricoperto di terriccio e di sterco di mucca.
Sulla parete occidentale è stata ricavata una piccola
grotta con giaciglio e mensolette, servita forse da abitazione
a qualche eremita. |
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La
Chiesa bizantina nella Rocca |
Sul lato sud della rocca si legge la
presenza di una chiesetta d'ispirazione bizantina sulla
cui parete ovest resistono tracce di affreschi della stessa
cultura.
Ovunque risultano, ricavate dall'arenaria, cisterne per
la raccolta dellíacqua.
Nella
parte più occidentale, a ridosso di un precipizio,
è presente un altare sacrificale, di epoca antecedente
la cristianizzazione, alla cui base due muri semidiroccati
delimitano l'ingresso ad un cunicolo; forse una via di
fuga in caso di pericolo.
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Gli
affreschi nella Chiesa Bizantina |
Si
ipotizza che la Rocca degli Armeni sia stato un centro
importante e prosperoso nel corso dellíVIII e della
prima metà del IX sec. fino a quando nellí827
gli arabi non iniziarono la conquista della Sicilia e
tutta la Calabria, specialmente quella meridionale, cominciò
a subire continui assalti dagli eserciti saraceni.
Proprio
in una di queste scorrerie, nellí862, il Wali di
Sicilia Abd-allah-Ibn-Al Abbas dilagò con i suoi
eserciti anche in Calabria ed occupò molte roccaforti
bizantine. Tra queste conquistò e distrusse la
rocca degli Armeni, indicata nella cronaca araba di Al-Aktir
con il nome di Qalat-Al-Armain. L'insediamento venne abbandonato
e gli abitanti superstiti si rifugiarono all'interno in
aree più difendibili.
Alla
fine dellí800 gli eserciti imperiali cacciarono
gli arabi dalla Calabria meridionale assieme ai croati
e agli sloveni, loro mercenari, che si erano costituiti
in piccole colonie.
I
superstiti della Rocca Armena rifondarono un nuovo insediamento,
a circa un km. a nord-ovest della rocca in località
S. Ciriaca (più conosciuta oggi come S.Domenica).
Le
scorrerie arabe non erano ancora finite e il borgo fu
di nuovo assalito e distrutto.
Facilmente
gli abitanti si dispersero formando coesioni diverse se,
passato il pericolo, tornarono e rioccuparono alcuni,
il sito precedentemente abbandonato - Bruzzano - altri
nuove località più collinari come Precacore
o Samo, San Salvatore, Motticella, Ferruzzano e Staiti. |
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Santa
Maria degli Armeni |
I
segni della presenza armena nella zona di Ferruzzano sono
rimasti ancora leggibili e, grazie anche alle ricerche
del prof. Enzo Spanò, sono stati documentati in
vari palmenti e nei resti di una chiesetta, nota come
Santa Maria degli Armeni.
Posta
a circa 400 mt. di quota - in una zona che sovrasta la
valle si presenta come un tempietto di foggia siriaco-armena
a forma pagodeggiante, simile ad altri templi che si trovano
nella penisola anatolica. |
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Croce
Armena sul palmeto |
In
contrada S.Pietro invece, troviamo un palmento che porta
impressa una bellissima croce armena trilobata poggiante
su un triangolo equilatero. Dal centro della base del
triangolo si diparte una freccia che si sviluppa verso
il basso per circa 10 cm. |
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Croce
armena con pavoni adoranti |
Spostandoci
nella parte opposta della collina di Ferruzzano-nel cuore
del borgo abbandonato di Brancaleone Superiore- abbiamo
una chiesa rupestre armena scavata nel conglomerato naturale,
a forma circolare con al centro una colonna anch'essa
ricavata dalla roccia.
Fino
al 1940 era dotata da tracce di affreschi, perduti quando
la chiesetta venne usata dalla gente del luogo, in un
primo momento come prigione e successivamente come rifugio
antiaereo durante la seconda guerra mondiale.
Conosciuta
appunto come una prigione, tale è rimasta fino
a circa dieci anni fa quando l'ispettore onorario Sebastiano
Stranges capì di essere di fronte ad una
chiesa rupestre armena riconoscendo, ricavato nella roccia,
un piccolo altare orientato. Impreziosito da una croce
e da un pavone graffito prostrato in segno di adorazione,
tipico della cultura e della simbologia persiana ed armena. |
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Croce
armena sul mulino di Staiti |
In
una località di Staiti, un altro borgo sulle colline
che fanno da corona alla Rocca degli Armeni, l'ing. Felice
Medici ci ha segnalato un antico mulino ad acqua accanto
alla cui opera di presa c'è una vasca per uso irriguo,
posta accanto ad un grande masso dove è scolpita
una bella croce armena. |
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