Imbrogli
al Palazzo di Vetro
Il
comitato di revisione interna dell’ONU aveva per anni
fatto notare le irregolarità nell’accordo Oil for
Food. 58 rapporti interni di revisione avevano sottolineato
che molte ditte private ottenevano pagamenti troppo alti dall’ONU.
I revisori interni dell’ONU sapevano da anni che l’amministrazione
del programma di aiuti "Oil for Food" non rispettava
esattamente gli accordi originari, che si limitavano a permettere
la vendita di una certa quantità di petrolio Iracheno
in cambio di generi di prima necessità.
La
commissione indipendente che esamina il programma ONU tanto
criticato, ha consegnato ben 58 rapporti interni di revisione
che sottolineano il crescere dello stesso problema, anno dopo
anno. I rapporti di revisione sono stati scritti nel periodo
1996-2003 e sono stati approvati dalla commissione di Paul Volcker,
attualmente impegnato ad esaminare tutti i particolari del programma
in cerca di altre irregolarità. La critica internazionale
si è finora concentrata su Saddam Hussein e sui suoi
imbrogli, che gli hanno fatto guadagnare, secondo una stima
attendibile, dai 1500 ai 2000 miliardi di dollari sul sistema
dell’ONU. Il rapporto rivela che molte aziende private
hanno ottenuto più soldi di quelli dovuti in cambio di
forniture che rientravano a malapena, o non rientravano affatto
tra quelle ammesse da "Oil for Food"; l’accordo
infatti doveva assicurare la fornitura di generi di prima necessità
(e solo di quelli) alla popolazione irachena in cambio di petrolio.
L’ONU
aveva addirittura aperto un ufficio a New York preposto ad amministrare
l’accordo, inoltre aveva dato incarico a diverse società
private di controllare ed aiutare l'amministrazione del programma.
L’Ufficio Habitat dell’ONU a Nairobi si occupava
di una parte del budget destinato all'edilizia nell'Iraq del
nord, e proprio Habitat, assieme ad altre tre ditte private,
sono stati criticati più volte dal comitato di revisione
interna dell’ONU. Habitat in particolare è stata
oggetto di critiche per la cattiva conduzione del compito assegnato
e per aver ignorato le indicazioni precedenti che mettevano
in evidenza sperperi e spese sproporzionate in onorari a persone
che non lavoravano ai progetti. Le altre tre ditte private che
sono menzionate nelle critiche della revisione sono l’olandese
Saybolt, che doveva controllare l’esportazione del petrolio
dall’Iraq, la Lloyds britannica e più tardi la
Cotecna, ditta svizzera in cui lavorava il figlio di Kofi Annan,
che doveva controllare i prodotti che l'Iraq comprava con i
soldi guadagnati dal programma "Oil for Food". La
Saybolt è stata accusata di chiedere denaro per pagare
l'onorario di persone che neanche lavoravano sul progetto, e
simili problemi si sono riscontrati con la Cotecna, mentre la
Lloyds chiedeva soldi per un numero maggiore di giorni di lavoro
degli ispettori di quelli effettivamente svolti. Critica a Kofi
Annan L’ufficio di Paul Volcker elogia in generale il
lavoro dei revisori dell’ONU, ma allo stesso tempo mette
in risalto il fatto che i revisori non abbiano fatto niente
per trovare gli errori dell’amministrazione centrale dell’ONU.
Volcker dovrebbe rendere pubblico un rapporto provvisorio per
tutto il programma "Oil for Food" alla fine del mese
di gennaio. Ci sono altre 5 commissioni che stanno lavorando
per portare alla luce tutti i particolari dell'affaire "Oil
for Food". Molti ritengono che Annan dovrebbe dimettersi,
sia perché responsabile del operato dell’ONU sia
perché il figlio lavorava alla Cotecno. Annan stesso
sta aspettando la conclusione del rapporto Volcker.
M.K.R.