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Kojo Kojo
Il
secondo rapporto provvisorio dell'Ispettore Onu Paul Volcker
sullo scandalo "Oil for Food" sembra voler mitigare
le accuse a Kofi Annan, ma solleva nuovi dubbi e incrina pesantemente
l'immagine del Segretario Generale Onu.
La
botta è arrivata, anche se il presidente della Commissione
d'inchiesta Onu sullo scandalo "Oil for Food"
(corruzione e violazioni per 21 miliardi di dollari) ha provato
a renderla indolore. Il segretario generale delle Nazioni Unite,
Kofi Annan, non ha commesso "atti illeciti" e non
ci sono nemmeno prove sufficienti a dimostrare un suo coinvolgimento
nella selezione di Cotecna, la società svizzera presso
cui lavorava suo figlio Kojo e che ottenne un contratto Onu
da 10 milioni di dollari l'anno per monitorare la consegna in
Iraq di beni alimentari acquistati con i proventi del petrolio.
Presentando il suo secondo rapporto provvisorio, Paul Volcker
ha accusato Annan e l'Onu di non aver condotto un'inchiesta
seria e diligente quando si è scoperto il conflitto d'interessi.
E ha svelato che proprio il giorno dopo l'istituzione della
Commissione, il capo dello staff di Annan, Iqbal Riza, ha distrutto
(impiegando sette mesi) i documenti del programma relativi agli
anni 1997, '98 e '99. Qualche mese fa Riza si è dimesso,
insieme con l'altro braccio destro di Annan, Benon Sevan, accusato
dal precedente rapporto di aver malgestito "Oil for
food".

La
difesa di Annan si basa sul fatto che, secondo gli investigatori,
sia la Cotecna sia Kojo Annan avrebbero ingannato il segretario
generale, tenendolo all'oscuro prima della partecipazione della
Cotecna all'asta, poi dei 400 mila dollari che la società
svizzera ha versato al figlio di Annan. Alla conferenza stampa
di presentazione del rapporto, è stato un giornalista
di al Jazeera il più lesto a scoprire le carte: "Signor
Volcker, come pensa possa essere credibile che padre e figlio
non abbiano mai parlato di un affare multimilionario in cui
erano entrambi coinvolti e da cui dipendeva la vita di 25 milioni
di iracheni?". Tanto più che il vicepresidente della
Cotecna è un grande amico di famiglia degli Annan. Prove
però non ce ne sono, ha detto Volcker. La Cotecna vinse
l'asta Onu perché l'offerta era meno onerosa di altre,
ma pochi giorni dopo chiese un aumento del costo del servizio,
e l'Onu glielo concesse (un comportamento "non appropriato"
dissero subito i revisori dei conti delle Nazioni Unite).

Nel
1999, la Cotecna chiese e ottenne un ulteriore aumento dall'Onu,
fino ad arrivare "esattamente alla cifra offerta da Intertrek
Testing, la società che aveva fatto la seconda offerta
più bassa". Un anno dopo aver vinto l'appalto esclusivamente
per aver offerto meno dei concorrenti, "non c'erano più
motivi validi" perché la società che pagava
il figlio del segretario continuasse il contratto con l'Onu.
Anche Dileep Nair, il capo dei controllori Onu, è stato
accusato di aver distratto soldi iracheni per assumere un connazionale
che non s'è mai occupato di "Oil for food".
Nel giro di un paio di mesi tutto il gruppo di potere intorno
ad Annan è stato costretto alle dimissioni (non soltanto
per questo scandalo): Sevan, Riza, Bertini, Halbwachs, Hansen,
Roed-Larsen e Lubbers più qualche altro funzionario minore.
Annan ieri sera ha commentato: "Come avevo auspicato e
fermamente creduto, l'inchiesta mi ha assolto da qualsiasi violazione".
E la Casa Bianca ha fatto sapere di volerlo sostenere.