
Il
mare della Calabria custodisce ancora le testimonianze della
grande storia del Mediterraneo. Un documentarista calabrese
sta mappando i relitti di tutte le epoche che giacciono sui
fondali calabresi.
Catanzaro
- Grandi battaglie - con naufragi, vittorie e sconfitte
- sono state combattute nelle acque dei due mari, Jonio e Tirreno,
che circondano la Calabria. Ed è nel silenzio degli abissi
che dormono alcune centinaia di relitti attraverso i quali è
possibile ricostruire la storia di numerosi scontri navali combattuti
in diverse epoche. Per anni la Calabria è stata porto
di approdo di navi e convogli che hanno caratterizzato la storia
navale italiana e mondiale da epoche remote ed in particolare
durante la seconda guerra mondiale. Molte navi raggiungevano
le coste nord africane ma molte altre concludevano il loro viaggio
inabissandosi nei fondali calabresi.
Il
luogo e la data della scomparsa, l'equipaggio, le modalità
dell'affondamento ed il mistero della missione sono tutti quesiti
che molto spesso restano senza risposta. E da questi interrogativi
che nasce la ricerca di un esploratore e documentarista calabrese,
Francesco Scavelli, che da dieci anni, consultando archivi nazionali
ed internazionali delle Marine Militari, sta ricostruendo la
storia, le rotte, e le modalità di affondamento dei relitti
custoditi nel mare della Calabria ma non solo. "La nostra
- racconta Scavelli - è ricerca che ancora continua.
E' una passione che ci spinge a scendere nei fondali marini
e ad individuare le navi che sono ormai nascoste tra spugne
e coralli. Dalle nostre ricerche siamo riusciti ad individuare
anche imbarcazioni della tarda Magna Grecia".
A
largo di Scilla, ad esempio, Scavelli e la sua equipe di ricercatori,
sono state trovate due navi, una spagnola ed una inglese, che
nei primi anni del 1800 si fronteggiarono in una dura e lunga
battaglia. "Queste due navi - racconta l'esploratore calabrese
- si fronteggiarono in una battaglia che le portò entrambe
all'affondamento. Erano navi con 140 cannoni che ora si trovano
negli abissi marini".
Nei
fondali calabresi ci sono navi da guerra spagnole, galeoni turchi.
Molti sono anche i resti di imbarcazioni risalenti alla seconda
guerra mondiale. La striscia d'acqua attorno alla Calabria,
infatti, negli anni della seconda guerra mondiale si era trasformata
in una rotta bellica. Per la precisione due, una verso i Balcani
e l'altra verso l'Africa, entrambe passanti per lo stretto di
Messina. In quella parte di mare si combatté la battaglia
dei convogli che trasportavano spesso i rifornimenti alle truppe
combattenti. Si tratta di navi inglesi, francesi, tedesche,
italiane, greche e cipriote. Molte vennero colpite e scivolarono
lentamente nei fondali. Al punto che una concentrazione così
elevata di relitti bellici pare si trovi solo nelle acque che
videro la battaglia di Pearl Harbour.
I relitti della seconda guerra mondiale sono stati anche inseriti
in un progetto, promosso l'anno scorso dall'allora assessore
regionale al turismo della Calabria, Nicola Adamo, per realizzare
delle visite guidate subacquee. "Attraverso i mari della
Calabria - conclude Scavelli - è passato tutto il mondo.
C'é una concentrazione di navi che ci fa capire come
le rotte nelle acque calabresi avevano una importanza fondamentale
per la navigazione internazionale. Nei giorni scorsi, intanto,
ho avuto incarico dallo Stato Maggiore della Marina Militare
e dal Ministero della Difesa per rintracciare una importante
nave nelle acque del Mediterraneo. a settembre riusciremo a
svelare anche quest'ultimo segreto". In questi sessant'anni
le fiancate delle navi si sono ricoperte di colonie di spugne,
coralli di varie specie. Pesci trovano le proprie tane negli
anfratti. Di questi relitti solo una quarantina sono stati finora
esplorati. Gli altri sono stati individuati, si conosce la loro
localizzazione ma sono ancora da esplorare.
Fonte:
Ansa